Witchboard (1986) è un horror soprannaturale cult diretto da Kevin Tenney, uno dei titoli più iconici del cinema horror anni ’80 legato al tema dell’occultismo e delle tavole Ouija. Un film che incarna perfettamente le paure dell’epoca, trasformando un innocente gioco in una porta spalancata sull’ignoto.
La storia ruota attorno a Linda, una giovane donna che, per curiosità e divertimento, inizia a utilizzare una tavola Ouija insieme ad amici. Quello che all’inizio sembra un semplice passatempo si trasforma presto in qualcosa di inquietante quando Linda entra in contatto con uno spirito che si presenta come benevolo, ma che rivela lentamente una natura oscura e manipolatrice.
Man mano che le sedute si intensificano, eventi inspiegabili e violenti iniziano a manifestarsi. Linda cambia comportamento, la realtà si distorce e il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottiglia pericolosamente. Toccherà al suo ex fidanzato Jim cercare di fermare l’entità prima che prenda il controllo definitivo.
Witchboard costruisce la sua forza su atmosfere cupe, tensione crescente e suggestioni demoniache, evitando l’eccesso di gore per puntare su un horror psicologico e progressivo. La regia sfrutta sapientemente il senso di minaccia invisibile, rendendo la tavola Ouija un simbolo di perdita di controllo e curiosità proibita.
Diventato negli anni un titolo di riferimento per l’horror occulto, Witchboard ha dato origine a sequel e remake, consolidando il suo status di cult movie per gli amanti del soprannaturale e dell’horror classico anni ’80.
Un film che dimostra come, a volte, non bisognerebbe mai rispondere a certe domande.